La febbre del venerdì sera
Ora Mr. Rating colpisce dritto al cuore anche il direttorio dell’Europa
Il club della tripla A, quello dei paesi con il debito pubblico considerato ultra sicuro dalle agenzie di rating, si assottiglia sempre di più. Da ieri, dopo il declassamento di Standard & Poor’s trapelato nel primo pomeriggio e confermato in serata dall’Eliseo, nemmeno la Francia fa più parte dell’ambìta cerchia. Addio direttorio franco-tedesco, quindi. Assieme a Parigi è stata declassata anche l’Austria e fonti di governo, al momento in cui questo giornale va in stampa, aggiungono anche l’Italia alla lista degli stati bocciati (di due gradini, da A+ a BBB+) per la scarsa sostenibilità delle finanze pubbliche.

Il club della tripla A, quello dei paesi con il debito pubblico considerato ultra sicuro dalle agenzie di rating, si assottiglia sempre di più. Da ieri, dopo il declassamento di Standard & Poor’s trapelato nel primo pomeriggio e confermato in serata dall’Eliseo, nemmeno la Francia fa più parte dell’ambìta cerchia. Addio direttorio franco-tedesco, quindi. Assieme a Parigi è stata declassata anche l’Austria e fonti di governo, al momento in cui questo giornale va in stampa, aggiungono anche l’Italia alla lista degli stati bocciati (di due gradini, da A+ a BBB+) per la scarsa sostenibilità delle finanze pubbliche. Non appena queste voci si sono diffuse, le Borse europee – che già erano in calo per i risultati non positivi della bilancia commerciale statunitense – hanno visto peggiorare lievemente le perdite, e Piazza Affari ha chiuso a meno 1,2 per cento. Lo spread tra titoli decennali francesi e gli omologhi Bund tedeschi è tornato ai livelli record di 135 punti, e anche il differenziale tra Btp italiani e Bund è subito risalito verso quota 500.
Nel giro di qualche ora, dunque, gli investitori sono tornati a fiutare il rischio di un aggravamento della crisi dei debiti sovrani europei, dopo che la giornata si era aperta in maniera piuttosto positiva sulla scia delle aste del debito andate a buon fine negli ultimi giorni sia in Spagna che in Italia.
Sempre ieri, in mattinata, il presidente del Consiglio Mario Monti si era riunito in Consiglio dei ministri per discutere il decreto liberalizzazioni da approvare già la prossima settimana. In serata, invece, il primo a reagire alle notizie dei declassamenti multipli è stato il presidente francese: Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione d’emergenza all’Eliseo con il premier e alcuni suoi ministri. La Germania, sola, mantiene il suo outlook stabile. Ma non basta, ovviamente: il rischio, infatti, è che dopo il declassamento della Francia anche il Fondo salva stati (Efsf), uno dei cardini della strategia dell’Eurozona per uscire dalla crisi, perda a breve la tripla A, vedendo diminuita la sua capacità di finanziare i paesi in difficoltà. A rendere definitivamente “sistemica” la crisi, ieri è arrivata anche la notizia della sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito greco.
Sempre ieri, in mattinata, il presidente del Consiglio Mario Monti si era riunito in Consiglio dei ministri per discutere il decreto liberalizzazioni da approvare già la prossima settimana. In serata, invece, il primo a reagire alle notizie dei declassamenti multipli è stato il presidente francese: Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione d’emergenza all’Eliseo con il premier e alcuni suoi ministri. La Germania, sola, mantiene il suo outlook stabile. Ma non basta, ovviamente: il rischio, infatti, è che dopo il declassamento della Francia anche il Fondo salva stati (Efsf), uno dei cardini della strategia dell’Eurozona per uscire dalla crisi, perda a breve la tripla A, vedendo diminuita la sua capacità di finanziare i paesi in difficoltà. A rendere definitivamente “sistemica” la crisi, ieri è arrivata anche la notizia della sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito greco.